East and West

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ATTUALITA: MEDITAZIONE PER I MORTI E MORIBONDI - VEDERE ANCHE PARIGI QUI SOTTO

Il terrorismo continua a fare vittime. Mentre altre vittime muoiono, tra gli spiriti dei deceduti, un gruppo si e ormai formato per aiutare i nuovamente trapassati che arrivano in questo modo.

Ma pure i vivi hanno il loro ruolo da mantenere. Dovremmo meditare per i defunti come segue (vedere tecnica qui sotto):

Questo mantram fu dato da Rudolf Steiner (per i morti in guerra):


Voi che custodite le anime nelle sfere,
Voi che tessete attorno alle anime nelle sfere.
Spiriti, che lavorate proteggendo sulle anime degli uomini
Amando partendo dalla saggezza cosmica:
Ascoltate la nostra richiesta, guardate il nostro amore,
Che si vogliono unire colle vostre correnti di potenza aiutatrici,
Presagendo lo spirito, irradiando amore.


Per i feriti (fisicamente e emozionalmente) dovremmo meditare come segue:

Voi che custodite le anime in terra,
Voi che tessete attorno alle anime in terra.
Spiriti, che lavorate proteggendo sulle anime degli uomini
Amando partendo dalla saggezza cosmica:
Ascoltate la nostra richiesta, guardate il nostro amore,
Che si vogliono unire col vostro irradiare potenza aiutatrice,
Donando lo spirito, inviando amore.


Come meditare:

Concentrarsi su ogni parola del testo una per volta, facendo pausa all fine di ogni frase.

Immagina ogni parola colla massima chiarezza e completezza, per farla vivere in te.

Poi ripassa la frase intera una seconda volta, cercando di focalizzare i sentimenti evocati.

Poi ripassa la frase intera una terza volta, e per ogni parola domandarsi che significa per te personalmente.

Poi ripassa la frase intera una quarta ed ultima volta, e domandarsi che azione chiede da te: quasi impulsi di volontà risveglia.

Ora si può passare alla frase successiva; sino a che si arriva alla fine.

Ripetere ogni giorno per circa una settimana dopo stragi importanti, poi settimanalmente per un mese, e infine ogni mese. Riprendere alta frequenza quando necessario.

APPELLO:
SI PREGA di pubblicizzare questo sito parlandone con ognuno

SE PARLI UNA LINGUA CHE NON FIGURA QUI, preghiera di prendere contatto ed aiutarci a tradurlo
.


ARCHVIO: PAGINA DI TRADUZIONE QUOTIDIANA DI ESERCIZI



ATTENTATI A PARIGI / LIBANO- IL RUOLO DELL'OCCULTISTA

La perspettiva mancante
Esiste un punto di vista supplementare a quanto è già stato detto in argomento, ed è quanto riguarda la nostra responsabilità interiore riguardo a quello che ha fatto scattare questi tristi avvenimenti.


Che si tratti di una congiura di Stato o no, questo importa poco, visto che il tutto è stato reso possibile dalle masse che si lasciano manovrare dalla paura, dall'odio e dalla superficialità.

Lo stato francese inventò già dal secolo 19, il sistema dell'
agent provocateur (un agente di stato che provoca incidenti per scopi vari, e certamente poco etici). Credere nel 21 secolo che non esista una cosa del genere sarebbe davvero da ingenui.

Infatti, quello che ha fatto veramente scattare il tutto è un problema che ognuno conosce benissimo per averci passato (se no, non saremo qui a leggere) ed è l'osservazione che una vita puramente materialista, da vivere come buone bestie che mangiano l'erba senza disturbare, che godono di piaceri fisici (quel bel viaggio, quel pranzo, quella borsa) è una vita non solo tremendamente superficiale e falsa, ma noiosa da morire.

Ma pochi sanno dell'esistenza del lavoro interiore che soddisfa a fondo, facendo un ponte tra la vita interiore e la realtà esterna che rende la vita sfavillante di migliaia di sfaccettature.


Guerra ed inganno

Gli altri non conoscono altra alternativa che prendere il loro coraggio in mano, e partire in guerra. Lo abbiamo già visto colla Bosnia, dove giovani del Triestino e di altrove, partirono in guerra pieni di ideali, per tornare interiormente menomati da quello che avevano vissuto.

Lo vediamo ora con chi parte per Al Qaeda o per ISIL/ISIS in Siria, o in altre contrade Africane e altrove.

E la BBC ha mandato da poco un reporter in Russa, intervistare i volontari che partono in Ucraina. Ecco che si vedono gli stessi idealismi distorti lucifericamente (in questo caso la difesa della Santa Madre Russia e la religione ortodossa), con i medesimi risultati sanguinanti.

Infatti, se osserviamo attentamente, vediamo nelle anime dei giovani un anelito verso un qualcosa in più della vita materialista: una ricerca della vita "segreta" o occulta che viviamo noi con la
pratica della Scienza dello Spirito, ma quell'impulso viene deviato dove non può fare altro che danno.

Certo, dietro le apparenze, operano forze spaventosamente anti-morali, come quello che ha messo la bomba l'11 gennaio addosso ad una bimba di dieci anni in Nigeria per uccidere i civili in un mercato, oppure chi addestra le bombe viventi, colle menzogne del paradiso mussulmano (deformato tremendamente) per chi si "sacrifica".

Questi non fanno che impossessarsi di un impulso di vivere una vita più spirituale, di vivere la vita fino in fondo, un impulso che dovrebbe essere indirizzato verso noi
praticanti della Scienza dello Spirito, che sappiamo guidare quei giovani sul sentiero che porta alla saggezza, alla comprensione ed all'amore, anziché all'odio, e un karma brutale. Non è per caso che appunto questi sono presi in mira....

Congiura e karma

Non meno atroce dal punto di vista etico è chi trama per creare attentati con finti responsabili, per discreditare questa o quella corrente di pensiero, pur non avvedendosi che chi muore è un essere umano, che pensi questo o altro.

La congiura per manipolare la libertà altrui, trattando uomini come bestie senza io, come formiche, da sfruttare per il loro potenziale economico sta al fondamento di questo.

Certo, sappiamo che il karma opera per aggiustare queste cose, e che il Logos non permette che si perda neanche uno dei suoi, ma noi, in quanto preparati dal lavoro interiore per lunghi anni, non possiamo stare le mani in mano.

L'azione che dovremmo fare è anzitutto interiore: con l'iniziativa East and West [eastandwest.co /eastandwest.info]. si sta muovendo qualcosa nel senso dovuto.

Ma ora urge andare oltre, e cominciare a farci avanti nella società. Io e altri volontari sacrificheremo l'anonimato per poter fornire un indirizzo più palese verso il mondo (se necessario dietro un pseudonimo).

Questo si dovrebbe fare per mezzo di un sito Web. Poi si aggiungerà la pubblicità vivente sulle media come Facebook et Twitter, in modo che tutti sappiano dove indirizzarsi per trovare un aiuto concreto che non giudica, che apprezza l'individuo, e lo sa far crescere.

Diverse persone ne sono capaci. Dunque dovremo creare un sistema a turni, per coprire le 24 ore di domande possibili, in vista di un lancio mondiale, in diverse lingue, cominciando dalle lingue presenti su East And West

Abbiamo i mezzi. Quanti morti ancora aspettiamo?

Proposta concreta

1 Seguire i defunti meditandoli
Tenendo presente che non ci sono altro che vittime: vittime di odio deformato in volenza micidiale, vittime di inganni micidiali, dobbiamo meditare i defunti di ogni strage.

La tecnica della meditazione esige una preparazione nella tecnica della concentrazione (perché se non si è capaci di tener fermo un pensiero per nemmeno 5 minuti, è fatica sprecata).

Un principiante che non sa come fare potrà trovare le indicazioni facendo una ricerca internet sui 5 (o 6) esercizi proposti da Rudolf Steiner (oppure vedere le opere di Massimo Scaligero in argomento). In inglese si può anche visitare
www.think-light.org.

I defunti si meditano, immaginandoli immersi nella luce, al meglio del loro potenziale (ricordandosi che non sono più quegli esseri che abitavano i corpi che forse conoscevamo, o che abbiamo visto in immagine).

Animata quest'immaginazione di sera, seguirli nel loro contatto col Logos (andare verso la Luce).

Indi meditare (animare con l'immaginazione) questo Mantram di Rudolf Steiner (per i defunti in guerra):

Voi che custodite le anime nelle sfere,
Voi che tessete attorno alle anime nelle sfere.
Spiriti, che lavorate proteggendo sulle anime degli uomini
Amando partendo dalla saggezza cosmica:
Ascoltate la nostra richiesta, guardate il nostro amore,
Che si vogliono unire colle vostre correnti di potenza aiutatrici,
Presagendo lo spirito, irradiando amore.

Si lascia ad ognuno il libero apprezzamento del tempo necessario che non può comunque essere meno di 5 minuti al giorno. Alla fine dell'esercizio, lasciare vuota la coscienza per un certo tempo (non meno di 3 minuti), e vedere quale riscontro ne viene.

Questo va ripetuto ogni giorno sino a che ci si ha la conferma interiore che la situazione (agitata come una tempesta in tali casi inizialmente) si sia totalmente calmata. Allora si può smettere a andare ad altro (sotto al prossimo?).

2 Seguire le altre vittime
Iniziare come sopra (tecnica della meditazione ecc. sino al paragrafo che comincia specificamente a trattare dei defunti, tenendo conto che le altre vittime possono essere esteriormente totalmente incolumi, ma interiormente toccati profondamente.

Indi meditare di mattina (animare con l'immaginazione) questo Mantram di Rudolf Steiner (per i combattenti in guerra):

Voi che custodite le anime in terra,
Voi che tessete attorno alle anime in terra.
Spiriti, che lavorate proteggendo sulle anime degli uomini
Amando partendo dalla saggezza cosmica:
Ascoltate la nostra richiesta, guardate il nostro amore,
Che si vogliono unire col vostro irradiare potenza aiutatrice,
Donando lo spirito, inviando amore.

I tempi e la tecnica sono esattamente come sopra.

Se noi ci organizziamo nel modo dovuto, dovremo poter ottenere il miracolo seguente: che il male tentato dagli autori di questi atti truci, si trasformi in bene per le vittime anzitutto, e per l'umanità intera pure.



ETICA ED ASCESI

Esiste una tentazione particolare riguardo all’ascesi: ossia di giudicare il sentiero dallo sviluppo etico di chi lo pratica.

Il Cristo nel Vangelo ci incita di mai giudicare il prossimo (faccenda di briciole negli occhi del fratello contro travi nell’occhio proprio).

Poi c’è la considerazione che nessuno di noi conosce quali sono le pressioni e condizioni interiori di chiunque, e dunque non possiamo mai veramente apprezzare l’ambiente etico di qualsiasi atto.

Ma uno che sta cercando il proprio sentiero, tende naturalmente a guardare i risultati umani della pratica lunga di qualsiasi sentiero: la scienza dello spirito non e immune da questo. E da un certo punto di vista quest’appare anche giustificato.

Certo, si potrebbe rispondere col commento dello Steiner, che bisogna non giudicare i praticanti per quello che sono, ma domandarsi che cosa sarebbero stati senza Antroposofia.

Eppure questo è già un lavoro d’immaginazione (prima tappa cognitiva precedente l’ispirazione e l’intuizione), e non tutti sono in grado di riuscirlo, perché richiede di per sé una tecnica sconosciuta dalla maggioranza dei profani.

Ma non sto qui per giustificare gli scarsi risultati etici di chi pratica la via del pensiero: perché quello che posso dire riguarda anzitutto me stesso.

E mentre da giovane avevo una certa critica per chi vedevo come ipocrita (che si diceva antroposofo senza mai fare esercizi), col passare degli anni la mia posizione è mutata molto.

E mutata perché mi sono inceppato più volte sui miei limiti: non solo quello che riguarda la brama che accomuna i maschi ovunque (ed è prezioso in questo contesto un consiglio dello Steiner che è stato solo pubblicato fine degli anni 80 in Tedesco – e non mi risulta neanche tradotto – dalle lezioni della scuola nella società Teosofica: ovvero che la brama sparisce quando la devozione allo Spirito diventa abbastanza forte); non solo questo ma anche altri limiti miei.

Un esempio pratico è la rabbia che monta in me con una tale rapidità che mi avvolge prima che ne divento cosciente, e questo accade abbastanza spesso. Sto migliorando, ma con una lentezza terribile, che vuol dire che continuo ad offendere gli innocenti malgrado me.

Rimane sempre una questione di coscienza – ma la sincerità personale vuol dire che non voglio fingere di essere migliore di quello che sono – preferisco lavorare per migliorare sul serio.

Ed e così che io prego chiunque che guardi il mio comportamento per sapere se l’ascesi che seguo vale la pena, di avere una certa comprensione – quella che mi mancava da giovane. Quello che faccio come ascesi non ha limiti – mai io invece ne ho – ma solo provvisoriamente.

Miglioro ogni giorno, e conto di continuare a farlo fino quando ne sono capace.

Se non riesco a superare me stesso, rischio di impazzire – ed allora impazzirò pure, ma mi rifiuto di rendere le armi.

Ricordiamo: un passo nella conoscenza, tre passi nella moralità – e quanto è lungo il sentiero!